Io speriamo che me la cavo (1992)


Trasferito a Corzano, in provincia di Napoli, solo per l’errore del Provveditorato agli Studi, il maestro Marco Tullio Sperelli stato destinato ad una terza elementare. Lui, ligure, bravo ed onest’uomo, si trova subito in una situazione pressoch disastrosa. Non pi di tre allievi in classe: il quarto deve andare a cercarselo a domicilio, gli altri (in tutto sono una ventina) li recupera qua e l, quasi sempre in strada. Nella classe (mista) ci sono bambini furbi, per lo pi allegri, una bambina, Rosinella, che fa la tenera con il maestro, Vincenzino, intelligente e svelto, nonch Raffaele, il pi grande, gi implicato a far da messaggero per la camorra locale…

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